Yoga: posizioni di apertura e risvolti emotivi

Aggiornato il: mag 27







Quando ho studiato il linguaggio del corpo, mi è stato insegnato che spingere le spalle all'indietro ed il petto in fuori è sintomo di sicurezza nell'affrontare una determinata situazione, in quanto viene esposto il torace come parte vulnerabile, mentre curvare le spalle all'interno coprendo il torace e il collo in segno di difesa, denota un senso di insicurezza.


Tuttavia c’è un aspetto più sottile che riguarda l’apertura del petto e vale la pena approfondirlo considerando che, attualmente, sempre più individui si ritrovano senza accorgersene a sviluppare questa postura di chiusura. Il centro del nostro petto è un punto particolarmente “prezioso” e inconsciamente ognuno di noi lo sa bene; ecco perché istintivamente tendiamo a proteggerlo. Nello Yoga tutti hanno sentito parlare del Chakra del Cuore (Anahata Chakra) che è situato al centro del petto, nella regione cardiaca, ed è il centro dell’intero sistema dei Chakra. Per la sua posizione, ma anche per la sua funzione è il Chakra attorno a cui “ruotano” tutte le funzioni fisiche ed energetiche dell’uomo, costituisce il punto di transizione e di collegamento fra i tre Chakra inferiori e i tre superiori. Anahata Chakra é la sede in cui si sviluppano i legami intimi e profondi con gli altri, l’empatia e l’amore incondizionato. In effetti negli abbracci, per esempio, mettiamo in comunicazione il nostro centro del Cuore con quello dell’altro e, tanto più è l’affetto che ci lega a quella persona, tanto più è caloroso ed aperto l’abbraccio. Se ci troviamo invece di fronte ad una persona per la quale sentiamo diffidenza, il corpo in automatico cerca di mantenere le distanze con una abbraccio di circostanza. Nell’antichità si diceva che il cuore fosse la sede dell’intelligenza, proprio perché veniva assimilato alla dimora dell’Intelligenza Universale. Le Upanisad narrano: “Nel Brahma Pura, sede di Brahma, vi è un piccolo loto, dimora all’interno della quale c’è una piccola cavità occupata dall’Etere; si deve cercare ciò che risiede in questo luogo e lo si riconoscerà. Questo principio che sta nel cuore è più piccolo di un chicco di riso, più piccolo di un chicco di orzo, più piccolo di un chicco di senape, più piccolo di un chicco di miglio, più piccolo di un germe racchiuso in un chicco di miglio. Questo principio che sta nel cuore è anche più grande della Terra, più grande dell’atmosfera, più grande del cielo, più grande di tutti questi mondi messi assieme.” Gli antichi greci lo chiamavano “l’Occhio della Coscienza”. In effetti, essendo esso il centro del sistema dei Chakra, rappresenta una sorta di passaggio dalle emozioni più grossolane a quelle più pure legate agli aspetti più profondi del Sè. Oggi, la neurocardiologia, ha scoperto che il nostro cuore ha un “cervello” composto da circa 40.000 neuroni, in grado di elaborare dati e memorizzare.  La gelosia, la rabbia, la confusione, l’amarezza, il risentimento, la paura e l’insicurezza, sono tutti sintomi di una chiusura del centro del Cuore. Tale aspetto fa sì che l’individuo viva in difesa anziché in apertura, rispetto alle esperienze che si presentano nella propria vita, precludendosi la possibilità di evolvere ed affinare l’aspetto intuitivo insito di questo centro, la capacità di armonizzare, di trasformare e di vivere gli aspetti più profondi dell’Amore. La pratica costante delle Yoga Asana aiuta moltissimo a lavorare su questo aspetto perché insegnano al corpo ad aprirsi, al torace ad espandersi e la respirazione scende sempre più in profondità. Nel tempo l’informazione che il corpo acquisisce coinvolge tutti gli altri aspetti del praticante che, quasi senza accorgersene comincia a sviluppare più serenità, più fiducia e a migliorare il proprio rapporto verso il mondo che lo circonda. Lo Yoga non deve essere inteso come un lavoro fisico fine a stesso, ma come un flusso costante che ci insegna ad osservare, rispettare ed infine amare, ogni aspetto della nostra vita, fisico, mentale od emotivo che sia. Impariamo ad accogliere anche ciò che “non ci piace” o che abbiamo nascosto in qualche angolino del nostro Essere e a lasciar andare quello che non ci serve più. "Se ami davvero te stesso, non potrai mai far male ad un altro” (Buddha)



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