Il "segreto" dell'Acqua secondo l'Ayurveda


Mi stupisco sempre quando, parlando dell’importanza di bere l’acqua in un certo modo, la gente mi chiede “Ma che differenza fa?” “Quali sono i benefici?”. Siamo così abituati all’era delle pillole che l’acqua appare come un rimedio troppo semplice e pertanto trascurabile.
Eppure, ci pensi mai che un feto crea se stesso alla perfezione, istante dopo istante, nell’acqua?

La vita si è originata ed evoluta sulla Terra, acquisendo le forme che possiamo conoscere, grazie alla presenza dell’acqua. In tutte le tradizioni del genere umano le acque occupano un posto molto speciale.

Nella tradizione indiana si dice che le acque vennero generate da “vac”, la parola, il primo elemento emerso dal ‘Principio primo’, esse sono considerate l’elemento primigenio e tutto il resto riposa su di esse.

La loro prima funzione antropocosmica rappresenta per eccellenza la purificazione.

Nel rituale dello Shatapatha-brahmana si dice che stoviglie ed altri utensili debbano essere gettati nell’acqua dopo essere stati usati per il sacrificio, proprio perché le acque costituiscono la base ed il fondamento dell’Universo.

Ancora oggi in India è pratica comune immergere idoli, utensili ed ogni altro oggetto usato nello svolgimento dei riti, nei fiumi sacri. I saggi ed i bambini defunti non vengono cremati ma lasciati alle acque; la simbologia è sempre la stessa, il ritorno alle origini.

Le Acque possiedono un carattere che potremmo definire intermedio, non sono né aria né terra, sono sulla terra ma vengono dal cielo, portano la vita ma possono anche spazzare via ogni cosa e donare la morte; purificano ma allo stesso tempo possono essere fangose, sono sulla superficie ma hanno anche percorsi oscuri, sotterranei. Prendono le forme più diverse ed hanno libertà illimitata, ed in virtù di queste qualità divengono quindi veicolo dell’energia divina stessa, in questa veste lo Spirito delle Acque “Apam napat” del Rig Veda, ha molte controparti riconosciute in altre tradizioni.

Così recitano alcuni passi dei Veda sulle Acque della vita: (RV X,9)


Dopo questo excursus sull’importanza simbolica ed archetipale sull’acqua, vien da sé che anche a livello fisico abbia la sua influenza cosa che l’Ayurveda ha sempre saputo.

Quando mi dicono “ma che differenza fa?” in merito a che acqua bere, se calda o fredda… rifletto sul fatto che l’acqua è di fatto la nostra prima antica medicina, ma nonostante questo ci piace complicarci la vita.


Comunque che ci si creda no, anche l’acqua va digerita!

Bere l’acqua ad una temperatura “sbagliata”, rende difficile alla sua metabolizzazione producendo un effetto negativo sul nostro organismo: gonfia, raffredda e sovraccarica i reni condizione che giorno dopo giorno, indebolisce la forza vitale.


La moda del “bevi 3 litri di acqua al giorno per la cellulite!”, la convinzione errata che con le alte temperature estive, si possa trovare ristoro da bibite ghiacciate e l’abitudine alle acque gasate, in aggiunta a quanto viene sottovalutata l’influenza dell’acqua…ha fatto in modo che sempre più persone sviluppino problematiche dovute ad una scorretta assimilazione.


Allo stesso modo bere troppo poco danneggia il corpo impedendogli di svolgere le sue normali funzioni.


Sappiamo tutti che trasformare il cibo, è un processo che somiglia ad una vera e propria cottura, ogni processo nel nostro corpo, in realtà finché siamo in vita, accade attraverso e in ragione del calore, ogni reazione chimica: dall’attivarsi degli enzimi digestivi, all’assorbimento dei nutrienti. Tutto richiede calore.

Il freddo, al contrario, impedisce ogni processo, blocca ogni meccanismo e quando penetra in profondità decreta lo spegnersi di queste funzioni vitali. Ange la digestione si sottomette a questa fondamentale prima legge: tutta la fase digestiva, compresa anche quella dell’acqua, richiede la giusta dose di calore cioè una temperatura di circa 38°.


Questo, tradotto nella vita di tutti i giorni significa che se bevi una bibita ghiacciata, o mangi una grande insalata, oppure uno yogurt preso direttamente dal frigorifero, o qualsiasi altro cibo crudo, freddo e secco, sarà in ogni caso difficile per te da essere digerito. Finirai quindi per utilizzare solo una minima parte dei potenziali nutrienti, tutto il resto si trasformerà in scorie mal digerite che si vanno ad accumulare al materiale di scarto. Tossine che in Ayurveda conosciamo come Ama.


Queste tossine finiscono per essere trattenute e per indebolire l’organismo ogni giorno di più. Per questa ragione l’Ayurveda consiglia di consumare gran parte degli alimenti cotti in modo semplice e consumati caldi. Ma soprattutto l’acqua è fondamentale berla calda e soprattutto sapere che si sta bevendo 3 litri di acqua al giorno per sgonfiarsi, o sperando che la cellulite sparisca, si otterrà l'effetto contrario!

L’acqua è la regina di tutte le bevande e non si sottrae alla fondamentale legge del calore.

L’acqua calda, a differenza di quella fredda o a temperatura abiente, viene realmente assorbita, infatti risulta essere l’unico modo efficace per idratare veramente il corpo, dissetare le cellule e lavare via le tossine.


Bere acqua calda è un segreto millenario, patrimonio delle antiche medicine tradizionali.

Credo ci siano mille buone ragioni per provare a sperimentare cosa accade al corpo bevendo acqua calda, consiglio sempre di provare per un periodo e di vedere cosa accade, in genere chi lo fa difficilmente ritorna all’acqua fredda…

Namasté

Anna





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