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Pulire senza impoverire: perché la pelle non ama essere sgrassata


Quando abbiamo iniziato a confondere la pulizia con lo sgrassare?

Entriamo in un negozio e troviamo detergenti che promettono di eliminare impurità, sebo, lucidità, residui, tossine, smog e perfino il microbioma "cattivo".


La sensazione che molti cercano è quella di una pelle completamente asciutta.

Quasi che ogni traccia di untuosità fosse un errore da correggere.

Eppure la pelle produce sebo per una ragione ben precisa.

Non è un difetto.

È uno dei sistemi di protezione più raffinati che possediamo.


Il film idrolipidico che ricopre la superficie cutanea aiuta a limitare la perdita di acqua, protegge dagli agenti esterni e contribuisce a mantenere in equilibrio il microbiota cutaneo, l'insieme dei microrganismi che convivono naturalmente sulla nostra pelle e partecipano alla sua salute.

Quando detergiamo in modo troppo aggressivo, non eliminiamo soltanto ciò che è superfluo.

Spesso rimuoviamo anche una parte di queste difese naturali.


La pelle non è sporca. Sta lavorando.

È una frase che può sembrare provocatoria.

Ma osservando la fisiologia della pelle cambia completamente il punto di vista.

Il sebo.

Il sudore.

Le cellule che si rinnovano.

Non sono "sporco".

Sono il risultato di un organismo vivo che si protegge continuamente.


Naturalmente esistono situazioni in cui è importante detergere accuratamente la pelle, ad esempio dopo aver utilizzato filtri solari, trucco resistente o dopo un'intensa attività fisica.

Ma nella vita quotidiana, soprattutto quando la pelle non è particolarmente esposta a sostanze occlusive, vale la pena chiedersi se ogni detersione debba necessariamente essere così intensa.


L'Ayurveda parte proprio da questa domanda.


La visione ayurvedica: sostenere, non sostituire

Uno dei principi più affascinanti dell'Ayurveda è che il corpo possiede una naturale capacità di mantenere il proprio equilibrio quando vengono create le condizioni adatte.

Questo vale anche per la pelle.

L'obiettivo non è costringerla a comportarsi in un certo modo.

È aiutarla a fare ciò che sa già fare.

Per questo motivo molte preparazioni tradizionali non cercano di "sgrassare", ma di detergere con delicatezza, rispettando la naturale barriera cutanea.

Non è un approccio nato per moda.

È il risultato di secoli di osservazione.


Prima dei detergenti moderni c'erano farine e piante

Molto prima che esistessero tensioattivi sintetici e mousse detergenti, in molte culture si utilizzavano ingredienti semplici.

Farine.

Polveri vegetali.

Erbe essiccate.

Argille.

Semi macinati.

Queste sostanze, miscelate con acqua, latte, yogurt o infusi di erbe, formavano impasti morbidi che pulivano la pelle senza impoverirla.

In India questa tradizione è ancora viva attraverso gli ubtan, preparazioni a base di farine e polveri vegetali utilizzate da secoli nella cura quotidiana della pelle e nei rituali che precedono matrimoni e festività.

Ogni miscela viene scelta in base alla persona, alla stagione e alle esigenze della pelle, secondo un principio fondamentale dell'Ayurveda: non esiste un cosmetico adatto a tutti.


Le farine: molto più di un ingrediente da cucina

Può sembrare insolito, ma alcune farine possiedono caratteristiche che le rendono estremamente interessanti anche nella detersione.

La farina di ceci, ad esempio, è una delle più utilizzate nella tradizione indiana.

A contatto con l'acqua forma una crema morbida che aiuta a rimuovere impurità e residui senza dare quella tipica sensazione di pelle che "tira".

Anche l'avena finemente macinata è apprezzata per la sua delicatezza, soprattutto sulle pelli sensibili.

L'obiettivo non è ottenere una schiuma abbondante.

È lasciare la pelle pulita, ma ancora viva.


Le polveri vegetali: il cosmetico nascosto della natura

Accanto alle farine esiste un intero mondo fatto di piante essiccate e polverizzate.

Rosa damascena.

Manjistha.

Neem.

Sandalo.

Liquirizia.

Amla.

Arancia.

Ognuna possiede caratteristiche diverse e viene tradizionalmente utilizzata in preparazioni specifiche.

È un universo affascinante, in cui una pianta non viene scelta solo per il suo profumo o per il colore, ma per il modo in cui interagisce con la pelle.

Ed è forse questo uno degli aspetti più belli dell'Ayurveda: imparare a guardare un ingrediente non come un principio attivo isolato, ma come parte di un sistema più ampio.


Meno schiuma non significa meno pulizia

La pubblicità ci ha abituati ad associare la schiuma all'efficacia.

In realtà la capacità detergente non dipende dalla quantità di schiuma prodotta.

Molti detergenti delicati detergono perfettamente anche senza creare una schiuma abbondante.

Allo stesso modo, una pasta preparata con farine o polveri vegetali può lasciare la pelle piacevolmente pulita pur mantenendo intatta quella sensazione di comfort che spesso si perde dopo una detersione troppo aggressiva.


Un piccolo gesto che cambia il modo di osservare la pelle

Forse il cambiamento più importante non è sostituire immediatamente tutti i prodotti che utilizzi.

È imparare a osservare.

Come reagisce la tua pelle dopo la detersione?

Ha davvero bisogno di essere completamente sgrassata?

Oppure ti sta comunicando che desidera maggiore equilibrio?

Le risposte, molto spesso, sono già davanti a noi.

Serve solo rallentare abbastanza per ascoltarle.


La mia tip ayurvedica

Una volta alla settimana prova a sostituire il tuo detergente abituale con una semplice pasta ottenuta mescolando farina di ceci biologica e poca acqua tiepida fino a ottenere una consistenza cremosa.

Massaggiala delicatamente sul viso con movimenti circolari e risciacqua senza strofinare.

Non aspettarti una schiuma abbondante.

Osserva invece come si sente la tua pelle nelle ore successive.

A volte il primo cambiamento non è ciò che vedi allo specchio.

È la sensazione di comfort che rimane.


Uno sguardo oltre

Le farine e le polveri vegetali rappresentano solo una piccola parte della cosmetica tradizionale ayurvedica.

Dietro questi gesti semplici esiste un patrimonio di conoscenze che comprende preparazioni, rituali, massaggi, oleazioni e ingredienti utilizzati da secoli per sostenere la pelle rispettandone la fisiologia.

È proprio questo mondo che approfondirò sempre di più nel percorso La Dea dell'Ayurveda, dedicato a chi desidera imparare a prendersi cura della propria pelle in modo più naturale, consapevole e sostenibile.


Nei prossimi mesi il percorso La Dea dell'Ayurveda verrà completamente aggiornato con nuovi moduli dedicati alla cosmetica ayurvedica, ai rituali di bellezza e alle preparazioni tradizionali. Questo restyling porterà anche a un aumento del prezzo del corso. Poiché l'accesso è a vita, chi sceglie di iscriversi ora potrà entrare al prezzo attuale e ricevere automaticamente tutti i futuri aggiornamenti, senza alcun costo aggiuntivo. È il momento migliore per iniziare questo percorso e crescere insieme a lui.



Namasté


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