In Ayurveda la direzione del gesto è terapeutica: perché come fai le cose conta più di cosa fai
- Anna Biason

- 6 giorni fa
- Tempo di lettura: 3 min

Nell’Ayurveda non esiste gesto neutro.Ogni azione, anche la più semplice, porta con sé una direzione, e quella direzione determina il suo effetto sul corpo, sulla mente e sull’energia.
Questa è una delle differenze più profonde tra l’Ayurveda autentico e la sua versione moderna, spesso ridotta a elenco di rituali, prodotti o pratiche “da fare”. L’Ayurveda classico, invece, non si limita mai alla domanda che cosa fai, ma indaga soprattutto come lo fai, con quale qualità e in quale verso.
Ed è proprio qui che si apre una chiave terapeutica quasi dimenticata.
Nessun gesto è neutro: direzione, dosha e sistema nervoso
Secondo l’Ayurveda, ogni gesto umano agisce contemporaneamente su tre livelli:
Energetico (Prana)
Fisiologico (Dosha)
Neuro-sensoriale (sistema nervoso)
La direzione del gesto orienta il flusso del prana e informa il sistema nervoso su ciò che sta accadendo: nutrimento o dispersione, contenimento o scarico, radicamento o agitazione.
Eppure oggi:
si parla moltissimo di cosa fare (routine, rituali, pratiche),
raramente di come farlo,
quasi mai del verso con cui il gesto viene compiuto.
Questo è il punto che distingue immediatamente un approccio ayurvedico serio da:
blog divulgativi semplificati,
contenuti olistici generalisti,
spiritualità estetica o performativa.
Nel corpo non esiste simbolismo astratto: il corpo risponde a ciò che riceve, nel modo in cui lo riceve.
La direzione come linguaggio del corpo
Il corpo non comprende concetti, ma movimenti.La mente può essere distratta, ma il sistema nervoso registra sempre il verso del gesto.
Un movimento:
verso il centro comunica sicurezza, nutrimento, integrazione
verso l’esterno comunica scarico, rilascio, separazione
👉 Per questo, in Ayurveda, la direzione non è mai casuale.
Un gesto corretto, ma orientato nel verso sbagliato, può risultare:
dispersivo invece che nutriente
stimolante invece che calmante
indebolente invece che rigenerante
Tip Ayurvedica: Segui il verso del ritorno
Nelle pratiche ayurvediche tradizionali — abhyanga, igiene quotidiana, ritualità del mattino e della sera — esiste una regola sottile ma fondamentale:
I gesti che nutrono e radicano seguono un movimento verso il centro
I gesti che liberano e scaricano seguono un movimento verso l’esterno
Non è una regola simbolica, ma fisiologica ed energetica.
Esempi pratici
Quando applichi l’olio (Abhyanga):
movimenti lenti e centripeti su articolazioni e addome
movimenti lineari, continui sugli arti, senza gesti bruschi o spezzati
Il corpo riceve il messaggio: “puoi rilassarti, sei contenuto, sei sostenuto”.
Quando lavi il viso o compi un gesto di chiusura serale:
evita di “strofinare via”
accompagna il gesto verso il basso e verso l’interno
Questo favorisce il rilascio senza agitare Vata e senza stimolare eccessivamente Pitta.
Il sistema nervoso risponde al verso, non solo allo stimolo
Questo è il punto chiave, spesso ignorato.
Il sistema nervoso:
non reagisce solo a cosa tocchi,
ma a come quel tocco arriva.
Un gesto veloce, disordinato, centrifugo:
segnala urgenza
mantiene attiva la risposta di allerta
Un gesto lento, continuo, orientato:
comunica sicurezza
favorisce il passaggio allo stato parasimpatico
sostiene i processi di riparazione e integrazione
Per questo, in Ayurveda, la direzione del gesto è già terapia.
Disciplina, forma, incarnazione
Questo principio dialoga perfettamente con:
la disciplina gentile, non rigida ma precisa
la forma abitabile, che sostiene senza costringere
l’incarnazione, opposta alla spiritualità disancorata
Non si tratta di aggiungere rituali alla giornata. Si tratta di abitare quelli che già esistono, nel verso corretto.
Chiusura
In Ayurveda non si chiede di fare di più. Si chiede di fare nel verso giusto.
Non è il rituale a creare trasformazione. È la qualità con cui attraversi il gesto.
Ed è spesso in questi dettagli silenziosi — invisibili ma profondissimi — che il corpo smette di difendersi e inizia, finalmente, a guarire.
Namasté

Se questo articolo ha risuonato con il tuo modo di abitare il corpo, forse è il momento di approfondire.La Luna nel Corpo è il mio nuovo percorso ayurvedico dedicato alla ciclicità femminile, al ritmo naturale e a una disciplina gentile che non forza, ma accompagna.


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