Tra Fine Inverno e Inizio Primavera | Come l’Ayurveda prepara corpo e mente al passaggio stagionale
- Anna Biason

- 11 minuti fa
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Tra la fine di febbraio e l’inizio di marzo, secondo l’Ayurveda, il corpo entra in una soglia delicata. Non è più inverno pieno, ma non è ancora primavera stabile. È una fase di scioglimento: ciò che è stato accumulato nei mesi freddi inizia lentamente a muoversi.
Dal punto di vista ayurvedico, questo periodo è dominato dall’aumento di Kapha, il principio di stabilità, umidità e densità. Durante l’inverno Kapha si accumula; con l’arrivo del primo tepore primaverile, inizia a liquefarsi. È proprio questo processo che può portare a:
senso di pesantezza
sonnolenza
digestione lenta
raffreddori, muco, congestione
calo di motivazione
Non si tratta di malessere casuale. È il corpo che cambia stagione.
Il principio medico ayurvedico del cambio stagionale
I testi classici ayurvedici spiegano che la salute dipende dalla capacità del corpo di adattarsi al clima, al cibo e al ritmo stagionale. Questo principio è noto come Ritucharya, la disciplina del vivere secondo le stagioni.
Quando la stagione cambia, il metabolismo cambia. Se continuiamo a mangiare e vivere come nel cuore dell’inverno, ostacoliamo il processo naturale di alleggerimento.
In questo periodo l’obiettivo non è nutrire di più, ma liberare spazio.
Alimentazione: alleggerire senza indebolire
L’Ayurveda non propone digiuni drastici in questo passaggio. Propone invece una transizione graduale verso cibi più leggeri, caldi e stimolanti.
Cibi da privilegiare
verdure leggermente amare o pungenti (cicoria, radicchio, rucola)
erbe primaverili come tarassaco o ortica
zuppe leggere e brodi speziati
legumi ben cotti con spezie digestive
cereali leggeri come orzo o miglio
Le spezie diventano fondamentali:zenzero, pepe nero, curcuma, cumino, coriandolo aiutano a riattivare Agni, il fuoco digestivo, evitando la stagnazione tipica di Kapha.
Cibi da ridurre
latticini freddi o pesanti
dolci e zuccheri raffinati
fritti e alimenti oleosi
porzioni abbondanti la sera
L’obiettivo non è restrizione, ma fluidità metabolica.
Il ruolo della digestione emotiva
In Ayurveda la primavera non riguarda solo il corpo. Riguarda anche ciò che si muove dentro.
Così come il muco si scioglie, anche emozioni stagnanti possono emergere: malinconia, irritabilità, stanchezza mentale. Non è regressione, è transizione.
Il consiglio ayurvedico non è combattere questi stati, ma accompagnarli con:
movimento dolce ma costante
esposizione alla luce naturale
respirazioni più attive
routine regolare nei pasti e nel sonno
La primavera non chiede entusiasmo immediato. Chiede disponibilità al cambiamento.
L’atteggiamento mentale della soglia
Secondo la medicina ayurvedica, il periodo tra due stagioni è sempre instabile. Il rischio non è la lentezza, ma la resistenza.
L’atteggiamento più favorevole è quello che i testi descrivono come adattabilità consapevole:
osservare i segnali del corpo senza interpretarli come problemi
ridurre gradualmente ciò che appesantisce
lasciare spazio a ciò che si muove
non pretendere subito energia primaverile
Il corpo non passa da inverno a primavera in un giorno. Ha bisogno di essere accompagnato, non spinto.
Prepararsi alla primavera è un atto di ascolto
In Ayurveda, la primavera non è un evento esterno. È un processo interno.
Ogni scelta alimentare, ogni ritmo quotidiano, ogni gesto di cura comunica al corpo se può lasciar andare o se deve trattenere ancora.
Preparare la primavera significa permettere al corpo di alleggerirsi senza impoverirsi, di muoversi senza essere forzato, di cambiare senza perdere stabilità.
È un lavoro sottile, ma profondamente concreto.
Namasté

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